ALI(per le)MENTI

In questi ultimi anni si fa un gran parlare di alimentazione: in TV impazzano le trasmissioni in cui persone qualunque si cimentano ai fornelli in improbabili gare contro il tempo, chef famosi si ergono a giudici spietati di reality show all’ultima prelibatezza culinaria, mentre altri cuochi famosi e oltremodo “cattivi” pubblicizzano impunemente snack fritti dall’equilibrio calorico indifendibile. In un simile panorama, come orientarsi?

L’organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha introdotto questo argomento, assieme a dipendenze e attività all’aria aperta, tra quelle su cui concentrare l’educazione alla salute negli anni duemiladieci. Questo stimolo ha fatto nascere laboratori didattici di tutti i tipi, tra i quali noi vogliamo fare macchia privilegiando la pratica e le connessioni continue con campi comunicativi legati all’esperienza dei ragazzi. Per questo, nell’anno scolastico 2013/2014 abbiamo collaborato con gli istituti comprensivi della Val Rendena per costruire “VITAmine”, un progetto ampio ed elaborato dove hanno trovato spazio molte attività. Un elenco non esauriente di quello che abbiamo fatto e possiamo ripetere/migliorare/adattare alle varie situazioni:

  • gioco/indovinello in cui, a partire dalla lista degli ingredienti, i ragazzi devono indovinare il cibo corrispondente. Obiettivo: insinuare dubbi sulla consapevolezza alimentare dei cibi “familiari”.
  • analisi di uno spot di prodotti alimentari (immagini, colori, musica, personaggi). Obiettivo: mettere in luce il modo in cui si viene persuasi all’acquisto.
  • analisi della corrispondenza tra il messaggio dello spot e l’etichetta (valore nutrizionale, genuinità degli ingredienti, contenuto calorico). Obiettivo: disvelamento dell’inganno (p.e. Nutella vuole apparire sana e naturale quando invece è ipercalorica e grassa).
  • scoperta dei costi di trasmissione di uno spot durante grandi eventi televisivi. Obiettivo: approfondimento sulle motivazioni reali della pubblicità e sull’introito economico nascosto.
  • prova di assaggio – 1: far emergere l’influsso del marchio sulla percezione del sapore.
  • prova di assaggio – 2: far sentire le differenze di gusto di prodotti con lo stesso nome ma dagli ingredienti e processi di preparazione completamente differenti.
  • approfondimento sull’ingrediente scelto dai ragazzi: sono stati analizzati dei messaggi pubblicitari di alimenti contenenti l’ingrediente scelto. Obiettivo: far emergere le tecnica persuasiva usata, in che modo viene colpita l’emotività e il vissuto dello spettatore.
  • Invenzione di una storia su un ingrediente/alimento scelto: i ragazzi vengono invitati ad inventarsi una storia per comunicare quanto imparato su quell’ingrediente (eventualmente parodiando una pubblicità conosciuta). Obiettivo: comunicare un messaggio insolito con metodiche conosciute come fruitori ma mai come realizzatori attivi.
  • Riprese della storia inventata dai ragazzi, dopo divisione dei ruoli, preparazione degli oggetti necessari ed eventuali costumi. Obiettivo: “assaggio” della necessità di preparazione, concentrazione e coordinazione nella realizzazione di un prodotto audiovisivo. Familiarizzazione con gli strumenti tipici: ciak, videocamera, microfono, cavalletto.

Su queste basi, legandoci ad altri campi come la media education e l’arte, possiamo costruire molteplici interventi didattici: diamo ai ragazzi ali per le menti, in modo che possano essere critici anche verso ciò che mangiano!